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Archivio di Stato di Novara

Richiesta di contributo per assistenza ai figli delle mondariso, 1947 (Prefettura di Novara, Gabinetto, b. 80)


Costume femminile di egiziana, per il ballo "Nephet", ossia "Il figliol prodigo", sec. XIX (Teatro Coccia di Novara, b. 257/2)


Permuta di beni tra Gualtieri, priore di San Pietro di Castelletto, con Gualla, prevosto di San Giulio d'Orta, 1138 (Fondo manoscritti Biblioteca Civica di Novara)


Disegno del corso del fiume Strona con la disposizione delle risaie intorno, 1674 (Contado di Novara, Cassetta XLVII, n. 136)


Patrimonio documentario

L'Archivio di Stato di Novara conserva documentazione prodotta dagli uffici periferici dello Stato, depositi di enti pubblici ed archivi provenienti da fondi e collezioni private. Tra i più antichi fondi archivistici di provenienza statale vi sono quelli delle magistrature di Antico regime soppresse nel corso del Settecento come per i Contadi di Novara e di Vigevano, o non sopravvissute all'epoca napoleonica, come avvenne per l'Intendenza per l'alto e basso Novarese e Vigevanasco. Di grande rilevanza è l'archivio della Prefettura napoleonica del Dipartimento dell'Agogna, riordinato da Luca Peroni nei primi anni dell'Ottocento, e dell'Intendenza generale della divisione di Novara, nelle cui funzioni subentrò dal 1861 la Prefettura, di cui si conservano i fondi archivistici dell'ufficio di Gabinetto, degli Affari generali e speciali dei Comuni e delle Opere pie, carte di grande rilevanza per la storia del territorio novarese tra l'unificazione e l'età repubblicana. 

L'Archivio di Stato conserva inoltre i fondi di uffici statali con competenze strettamente amministrative e fiscali; in particolare vi sono le serie dell'asse ecclesiastico e del culto dell'Intendenza di finanza, con carte tra il XIX secolo e il 1941.

Riveste notevole importanza la documentazione prodotta dai Notai del Novarese, costituita da circa 13000 unità tra buste e volumi, contenenti minutari tra il XV e il XX secolo, mentre al 1770 risale l'istituzione nel Novarese degli Uffici di insinuazione, denominati dal 1862 Uffici del Registro. Sono stati, inoltre, versati i titoli e le trascrizioni della Conservatoria dei registri immobiliari tra sec. XIX e 1957, tra i fondi più consultati per le ricerche amministrative, così come le serie delle successioni provenienti dagli Uffici del registro e dall'Agenzia delle Entrate di Novara, di Borgomanero, di Oleggio e di Romagnano Sesia.

Cospicua è la documentazione cartografica; oltre alle mappe teresiane della città, di Novara e delle comunità del Contado, il corpus maggiormente significativo è pervenuto attraverso i versamenti degli Uffici distrettuali delle Imposte Dirette di Novara e Borgomanero, che illustrano lo stato dei catasti nel 1936. Insieme ai versamenti dell'Ufficio Tecnico Erariale e ai depositi del Comune di Novara sono pervenuti registri catastali, parte dei quali risalenti all’epoca preunitaria, mentre attraverso i progetti e i disegni del Genio Civile è possibile ricostruire gli interventi su edifici e infrastrutture pubbliche della provincia per il periodo compreso tra il 1861 e il 1986.

Gli uffici giudiziari hanno versato la documentazione relative alle Giudicature e alle Preture. Di notevole consistenza sono le serie dei procedimenti penali versati dal Tribunale di Novara, pervenuti in momenti diversi, che insieme alle carte della Procura della Repubblica, nell’insieme illustrano l'amministrazione della giustizia sul territorio tra XVIII e XX secolo. Di grande rilevanza è il fondo della Corte di Assise di Vercelli, poi di Novara, che giudicava i reati più gravi, e della Corte di assise straordinaria, di seguito soppressa e divenuta Sezione speciale della Corte di assise ordinaria, istituite tra il 1945 e il 1947 per giudicare i reati di collaborazionismo al fascismo.

Distretti militari di Torino e di Vercelli hanno versato le liste di leva, i ruoli e i fogli matricolari del personale di truppa proveniente dalle province del Novarese dal Verbano-Cusio-Ossola. Le serie documentali, che includono 1614 unità tra registri e fascicoli con estremi cronologici 1792-1940, sono particolarmente consultate per le ricerche genealogiche.

Sono inoltre state versate dalla Questura di Novara le carte della categoria A/8, detta dei "Sovversivi", nella quale si ritrovano fascicoli di persone giudicate pericolose per la sicurezza dello Stato, con particolare riferimento al periodo fascista e alla prima età repubblicana. 

L'Archivio di Stato di Novara conserva inoltre numerosi fondi archivistici in deposito da altri enti pubblici. Tra essi vi è l'archivio storico del Comune di Novara, che subì severi depauperamenti e distruzioni. Pezzi pregevoli per la storia del Novarese furono concentrati nel fondo Manoscritti della Biblioteca civica, che conserva documentazione proveniente dalle raccolte di eruditi insigni novaresi, quali ad esempio Carlo Negroni, e i più rilevanti e antichi nuclei di pergamene, la più antica delle quali risale all’882.

L'Archivio storico della Provincia di Novara comprende 2054 buste con documentazione della seconda metà del sec. XIX, relativa alle diverse funzioni svolte dall'ente in ambito sanitario, infrastrutturale, nell'istruzione e nell'assistenza.  

Tra gli archivi più antichi e consistenti depositati in questo Istituto vi è quello dell'Ospedale maggiore della carità, che comprende, per la parte inventariata, 5726 unità tra faldoni, volumi, registri e pergamene; vi è compresa documentazione dell'Ospizio degli esposti che accoglieva ed educava i fanciulli abbandonati. Altra documentazione di natura assistenziale proviene dai fondi dell'Ospedale psichiatrico provinciale e dall'Orfanotrofio Dominioni.

Si conservano inoltre il fondo del Collegio Caccia di Novara, ente destinato ai figli della nobiltà novarese e ai discendenti del fondatore Giovanni Francesco Caccia, giureconsulto novarese, decurione del comune di Novara e oratore presso il senato di Milano, e il fondo del Teatro Coccia, le cui serie archivistiche documentano le attività liriche dal XVIII al XX secolo.

Di notevole interesse per la storia del territorio sono le carte provenienti da diversi archivi nobiliari, tra i quali vi sono quelli delle famiglie BrusatiCaccia di RomentinoCacciapiattiTornielli di Borgolavezzaro e di Vergano, di cui si conservano consistenti nuclei di pergamene. All’Archivio di Stato di Novara è pervenuto, inoltre, il fondo del pubblicitario novarese Aldo Beldì, il cui studio collaborò nella seconda metà del Novecento per importanti gruppi industriali italiani. È costituito da documentazione eterogenea ovvero, per la maggior parte, da bozzetti, disegni, stampe.   

 

 

  



Ultimo aggiornamento: 03/12/2021